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DROPSHIPPING IN ITALIA? SCOPRIAMO COME FUNZIONA!

DROPSHIPPING IN ITALIA? SCOPRIAMO COME FUNZIONA!

Il dropshipping è un particolare modello di business, grazie al quale è possibile vendere dei prodotti senza possederli direttamente. Abbiamo spiegato in questo articolo Qui come funziona, i vantaggi ed i rischi di fare dropshipping .

Ma come funziona il dropshipping piu' specificamente in Italia?

Come molto spesso accade, nel nostro mercato questa forma "alternativa" di modello commerciale è rimasta nelle retrovie sino ai tempi più recenti. Nato negli Stati Uniti, il dropshipping in Italia si è infatti diffuso solo in un secondo momento (recuperando buona parte del terreno perduto).

Tuttavia, c’è ancora molta confusione su cosa sia veramente il dropshipping e su quali siano realmente i pro e contro di questo modello di business.

Fare dropshipping significa avviare un'attività commerciale vera e propria; ciò include investimenti (hosting, piattaforma di ecommerce, remunerazione di eventuali collaboratori), oneri amministrativo/fiscali e tutto quello che richiederebbe una qualsiasi altra impresa.

Quali sono i reali vantaggi nell'avere un fornitore in Italia?

Spedizioni: Uno dei maggiori problemi del dropshipping è quello delle spedizioni: la soluzione più spesso adottata dai dropshipper nel mondo è quella di trovare beni a basso costo da Paesi come la Cina e rivenderli in Italia, ma bisogna essere consapevoli dei limiti di questa metodologia. In particolare dovuti alla lentezza delle spedizioni da alcuni Paesi come quelli asiatici, ai possibili problemi burocratici e di dogana (che potrebbero far ricadere spese doganali impreviste sul cliente finale), agli oneri amministrativo-fiscali presenti nel nostro Paese...

Tasse, applicazione Iva e fatturazione: Dovrai fare attenzione anche all'applicazione dell'Iva, specialmente se decidi di affidarti a fornitori al di fuori dell'UE. Se ad esempio tu risiedi in Italia, compri dalla Cina e vendi in qualsiasi altro Paese europeo, la transazione può rientrare nelle operazioni triangolari IVA. Il processo di fatturazione quindi sarà diverso a seconda che tutto si svolga all'interno dello stesso Paese (se in Italia, si applica l'IVA corrente e tutta la burocrazia legata agli ecommerce), in due o più paesi europei, o addirittura con il coinvolgimento di parti del processo in Paesi extra-UE.

Alcune delle problematiche più rilevanti per le imprese che effettuano operazioni commerciali con la Cina, sono le tasse e i dazi che colpiscono le merci importate ed esportate fuori dal Paese. Questa è una questione complessa poiché sia le tariffe che le normative possono essere diverse a seconda del prodotto, della zona geografica e dell’interpretazione dell’ufficiale con cui si ha a che fare. Avendo detto ciò, ci sono dei principi fiscali generali che possono essere seguiti e, di seguito, verranno delineate le questioni più importanti di cui le aziende straniere dovrebbero essere a conoscenza.

L’importazione e l’esportazione dalla Cina solitamente prevede tre tipi di imposte:

  1. Imposta sul valore aggiunto;
  2. Imposta sul consumo; e
  3. Dazi doganali.

1. Imposta sul valore aggiunto per i prodotti importati
I prodotti importati in Cina sono soggetti all’imposta sul valore aggiunto (IVA), e le aliquote applicabili sono uguali a quelle applicate ai prodotti venduti all’interno del mercato nazionale (il 17%, e il 13% per alcuni prodotti). L’IVA è esigibile (da pagare) il giorno dello sdoganamento.

L’IVA imposta sulle merci importate (input VAT) può essere utilizzata per dedurre l’IVA pagata quando le merci importate vengono vendute (output VAT) nel mercato interno.

2. Imposta sul consumo per i prodotti importati
Gli articoli soggetti all’imposta di consumo (Consumption Tax o CT) comprendono prodotti di lusso come, ad esempio, orologi di fascia alta, prodotti petroliferi non rinnovabili come il gasolio e i prodotti ad alto consumo di energia, come le automobili e i motocicli.

La CT all’importazione è calcolata sia su base ad valorem che su base quantitativa, con aliquote fiscali ed importi che variano notevolmente. La CT dovrebbe essere pagata entro 15 giorni dal giorno in cui la dogana invia al cliente la notifica di pagamento della CT sull’importazione.

3.Dazi doganali
I dazi doganali comprendono dazi all’importazione e dazi all’esportazione, con un totale di 8.238 articoli tassati, secondo il piano tariffario cinese per lo sviluppo 2013 (“Piano tariffario 2013”). I dazi doganali sono calcolati sia su base ad valorem che su base quantitativa.

 

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